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14/02/2010 – 17:43

Il blog per gli ” Italiani in Costa Rica ” nasce nel 2009 come uno spazio a disposizione della comunità di Italiani che risiedono in Costa Rica e di coloro che vorrebbero trasferirvisi o semplicemente affrontare …

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Costa Rica, diario di viaggio del 2009

Inserito da on 10/02/2016 – 01:26
Canale Nicaragua 4

Pubblico qui un mio diario di viaggio che avevo perso di vista perchè lo avevo inserito su ” Turisti per Caso”. Ho trovato curioso, rileggendolo, verificare che Puerto Viejo, poi scelto com luogo per risiedervi, non mi aveva impressionato particolarmente. Era il primo di numerosi altri viaggi ….

Playa Negra

Playa Negra

Siamo partiti da Firenze con un volo abbastanza lungo e faticoso con scalo a Parigi e Atlanta (USA) che arriva a San Josè dopo quasi ventiquattro ore. I primi 4 giorni abbiamo soggiornato nella capitale, una città che ha del tutto dimenticato l’antica austera bellezza del periodo coloniale e che vive nel caos e nel traffico rumoroso e puzzolente tipico di quasi tutte le capitali del centro-sud America. Segnaliamo solo il bellissimo teatro ottocentesco, sontuoso il bar interno, e il Museo Nazionale che offre una semplice ma chiarissima panoramica sulla storia e della geografia del paese. Abbiamo poi noleggiato un auto ( deve essere un 4×4 di buon livello !) e alcune escursioni nella Meseta Central ci hanno dato subito respiro. Da segnalare il circuito del lago e della valle di Orosì passando da Cartago e Valparaiso . Se volete davvero sapere tutto sul caffè, dalla storia alla produzione, affidatevi al tour del Caffè Britt che è possibile unire ad una visita presso la Finca Mariposa dove siete accolti nel mondo delle farfalle con ottime guide e grande competenza.

tartarughe

L’arrivo delle tartarughe nella spiaggia di Ostional.

Il quinto giorno da san Josè ci siamo spostati verso l’area del lago e vulcano Arenal alloggiando nel Rancho Margot, vicino al villaggio di El Castillo. Juan, il proprietario, è un cileno con le idee molto chiare in materia di turismo ecosostenibile e vi guiderà alla scoperta di quanto può essere fatto nel totale rispetto della natura e delle risorse rinnovabili che ci vengono messe a disposizione. La conoscenza di questa realtà ecologica che ricicla ogni cosa ed è completamente autonoma sotto il profilo energetico, merita da sola il viaggio in Costa Rica. Ma fermatevi almeno tre giorni e non dimenticate di fare l’esperienza di qualche lezione di Yoga sulla piattaforma in legno costruita a tale scopo sul fiume a contatto con gli odori e i suoni della foresta tropicale. Il centro più vicino, La Fortuna, offre molte attrazioni piacevoli tra cui, da non perdere, le omonime cascate di acque termali.

colibrì

Il colibrì: dieci grammi di pura bellezza

L’ottavo giorno ci siamo spostati nel compendio di Sant’Elena – Monteverde in un bellissimo percorso sulle rive del lago Arenal dove è molto probabile incontrare animali selvatici di ogni genere. A Monteverde, la cui origine quacchera è ormai irriconoscibile, abbiamo visitato lo straordinario compendio della Riserva Biologica, un percorso guidato di circa tre ore in una delle ultime foreste nebulari primarie del pianeta. In quell’occasione abbiamo avuto la fortuna di avvistare il Quetzal, uccello sacro dei Maya il cui brillante piumeggio multicolore risplendeva magnifico sotto i raggi di una rara giornata di sole.

Il decimo giorno, ripassando da Tilaran e attraversando il ponte della Amistad, ci siamo diretti verso la dolcissima penisola del Guanacaste . Siamo stati per tre giorni a Nosara in un piccolo Hotel sulla spiaggia di Punta Guiones, ambìta meta dei surfisti di tutto il mondo, a godere di silenzio e tramonti indimenticabli; gli altri due giorni ci siamo spostati nella non lontana Samara alloggiando nel piccolissimo e delizioso B&B Casa Buenavista; a poche centinaia di metri abbiamo fatto splendidi bagni nella luminosa Playa Carrillo che è animata da grandi granchi rossi e protetta da numerose fila di palme che lambiscono il lungo arco sabbioso spazzato via di continuo dalle onde impetuose dell’ oceano. Il centro abitato di Samara, benchè certamente assediato dal turismo, conserva ancora un certo fascino di villaggio marino e potete mangiare ovunque ottimo pesce d’ oceano ben cucinato.

AlfredoIl quindicesimo giorno, attraversando per intero il paese, ci siamo spostati sulla costa dell’Atlantico con prima tappa a Cahuita. Il villaggio vive in un’atmosfera magica di luce e suoni che richiamano la sua bellissima matrice caraibica. Tutto è disordine e spontaneità nonostante l’evidente contaminazione dei molti stranieri che vi si sono stabiliti con i loro ristoranti ed alberghi di ogni genere. Il parco Nazionale di Cahuita lungo la costa è l’occasione per vivere l’esperienza della giungla più fitta che si getta generosa sull’oceano. Spostandosi verso sud vale la pena di visitare anche Puerto Viejo, che tuttavia appare molto più aggredito dal turismo di massa , e il delizioso villaggetto di Manzanillo, oltre il quale non esiste più alcuna strada. La visita del villaggio di Bribri, verso l’interno, in direzione del confine con Panama, ci ha regalato l’emozione di vedere un oceano di alberi di banane e un paesaggio incontaminato di rara bellezza. Il 18 giorno ci siamo spostati verso nord lungo la costa in direzione di Limon per visitare Tortuguero. Lasciata l’ automobile al porto ( sicuro ) di Moin, abbiamo prenotato un posto in lancia verso Tortuguero. La visita del Canale è davvero emozionante perchè il paesaggio fluviale muta di continuo e le guide sono in grado di percepire da lontano un suono, un movimento sulla riva e portarvi a vedere da vicino un caimano, un gruppo di garzette, una testuggine, un basilisco o qualche gruppo di scimmie “cara blanca” o ” aragna” che sembrano divertirsi ad intrattenere i turisti con le loro esibizioni dai rami dei maestosi mandorli locali. Abbiamo soggiornato nel bellissimo B&B Casa Marbella che ha un piccolo pontile sul canale dal quale il proprietario può condurvi in visite guidate nei recessi più intimi del canale e delle sue infinite derivazioni. Se possibile, anzichè la lancia, sceglieta di farvi condurre in canoa perchè il rumore dei motori è davvero incompatibile con la pace di quel luogo. La gente di Tortuguero con cui abbiamo parlato ha un solo desiderio comune : continuare a vivere e poi morire a Tortuguero. Quando siamo andati via abbiamo nettamente sentito le ragioni di questo forte attacamento.

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