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Storia

indigeniI primi abitanti della Costa Rica, presenti in piccoli gruppi già dopo l’ultima glaciazione risalente a 10000 anni fa, si dedicavano alla caccia e pesca nonchè alla raccolta di frutti sviluppando successivamente una agricoltura di sussistenza basata sulla coltivazione dei tuberi, del mais e dei fagioli. Tali popolazioni seminomadi, divise in diverse tribù, spesso in conflitto tra loro e relativamente poco in contatto con le grandi culture andine e mesoamericane, non hanno lasciato testimonianze scritte ne, a quanto pare, rilevanti emergenze di interesse archeologico. La Costa Rica fu scoperta da Cristoforo Colombo nel 1502 quando sbarcò nel golfo di Cariari sulla costa caraibica. La colonizzazione iniziò nel 1506 quando Ferdinando il Cattolico incaricò Diego di Nicuesa di stabilirvisi e governare la regione. Il nome ” Costa Rica ” fu attribuito alla regione in occasione di una seconda spedizione intrapresa qualche anno dopo al comando di Gil Gonzales Davila che esplorò la costa del Pacifico evangelizzando i nativi e requisendo ingenti quantità di oro.  Il primo insediamento stabile spagnolo fu realizzato da Francisco Fernandez de Cordoba nel 1524 col nome di Villa Bruselas non lontano dall’ attuale città di Puntarenas.  Senza dubbio l’esiguo gruppo di Devila e quel primo insediamento spagnolo dovettero soccombere alle vicissitudini tropicali e alla resistenza degli indigeni. Tuttavia, già nel 1543, quando il futuro del dominio spagnolo era ormai assicurato, la Costa Rica risulta essere incorporata nella Capitania Generale del Guatemala che si estendeva dallo Yucatan a Panamà.

Nei decenni successivi decine di migliaia di indigeni furono presi in schiavitù per lavorare nelle ricche miniere d’oro del Messico e del Perù e molti di loro morirono a causa delle letali malattie virali provenienti dalla Spagna. Nel 1562 Juan Vazquez de Coronado, nominato Governatore del Costa Rica, si addentrò nella fertile cordigliera centrale e fondò il villaggio di  El Guarco, l’ attuale Cartago, quale capitale della regione. Nei successivi 250 anni la Costa Rica, a causa della relativa scarsità di oro e merci pregiate, fu quasi completamente dimenticata dai governatori della Nuova Spagna con sede in Messico. A partire da quel periodo gli insediamenti si concentrarono soprattutto nella Valle Centrale della Cordillera dove la scarsa popolazione indigena e la distanza dagli interessi del governo spagnolo obbligarono i poveri coloni spagnoli a lavorare le proprie terre.

A differenza della maggior parte delle rigide società feudali dei paese vicini colonizzati, la Costa Rica sviluppò pertanto una struttura sociale abbastanza egalitaria costituita da piccoli agricoltori indipendenti dotati di pochi mezzi. Uniche eccezioni furono le aree del nord est della penisola di Nicoya e il Guanacaste dove i coloni spagnoli realizzarono grandi proprietà terriere esigendo tributi e manodopera dalle tribù locali. Nello stesso periodo lungo la costa caraibica spadroneggiava la pirateria che viveva di contrabbando e di commercio di legno pregiato nonostante la costruzione di Puerto Limon, fondata nel 1665 proprio per contrastare tali fenomeni e i danni che arrecavano al governo spagnolo. A partire dal XVIII secolo le esportazioni di tabacco e pelli in Europa cominciò a far crescere la ricchezza della regione e furono costruiti i primi villaggi tra cui Heredia ( 1706 ), San Josè (1737) e Alajuela (1782)  La grande domanda di manodopera di quegli anni fu coperta dall’insediamento forzoso di quegli indigeni che si erano liberati dalla schiavitù nei primi anni della colonizzazione ed avevano fondato nuove comunità nelle terre della Talamanca.

Quando nel 1821 la Spagna concesse l’indipendenza alle regioni centroamericane, la Costa Rica era divisa in quattro municipi dominanti: quelli progressisti di San Josè e Alajuela propendevano per la indipendenza totale mentre quelli conservatori di Cartago ed Heredia propendevano per l’annessione al nuovo stato messicano . Il conflitto culminò in una breve guerra civile che vide vincitrice il fronte progressista e la Costa Rica si proclamò Stato sovrano nella effimera Federazione del Centroamerica fondata dal generale guatemalteco Francisco Morazan. La indipendenza del paese coincideva con uno straordinario sviluppo economico dovuto allo sviluppo della produzione del caffè ed alla crescita di un classe media , colta e ricca che appoggiava l’educazione pubblica e una democrazia liberale . Il primo capo di stato fu Juan Mora Fernandez eletto nel 1824. Con la presidenza di Braulio Carrillo nel 1855 lo stato pose le basi giuridiche, amministrative ed economiche che furono i pilastri del successivo sviluppo. Il crescente potere di San Josè durante il potere di Carrello determinò nel 1837 la cosiddetta guerra de la Liga quando gli altri tre municipi attaccarono San Josè . L’anno successivo Carrillo dichiarò l’indipendenza della Costa Rica dalla Federazione ma fu destituito da Morazan, rappresentante politico della oligarchia del caffè. Morazan fu nominato capo di Stato nel 1842 ma poco dopo fu ucciso per aver tentato di ristabilire la Federazione.

Gli anni successivi furono quelli della esplosione della economia del caffè, il cosiddetto grano de oro, che diede nuovo impulso alla economia del paese ed alla crescita dei centri urbani ponendo le condizioni per la costruzione del Ferrocaril de Atlantico,  straordinaria linea ferrata che collegò il centro del paese con Porto Limon sulla costa Atlantica. Alla fine dell’ Ottocento la Costa Rica era già una moderna nazione con la partecipazione attiva dei suoi cittadini. Gli anni tra le due guerre furono tuttavia caratterizzati da grandi crisi sociali, scioperi e malcontento per l’accrescersi del potere delle oligarchie locali e la difficoltà di vita dei ceti meno abbienti. Per tale ragione il presidente Rafael Angel Calderon tra il 1940 e il 1944 avvio le prime riforme tra cui quella della assicurazione sociale. Gli anni seguenti furono tuttavia ancora dominati da violenti scontri di potere che videro infine emergere la figura di Josè Figueras un socialista utopico radicale che dichiarò e vinse una guerriglia di Liberazione Nazionale contro le forze governative, conclusasi   vittoriosamente nel marzo del 1948 con la dichiarazione della Seconda Repubblica. In quel contesto furono delineati i principi di base che definiranno in seguito la filosofia politica del paese : progresso sociale, etica governativa e solidarietà con le regioni vicine. Nel 1949 fu promulgata la nuova Costituzione che abolì l’esercito, dichiarò la nazione neutrale ed ampliò il suffragio universale alla popolazione caraibica. I successivi tre decenni furono testimoni di un rapido sviluppo economico che si estese anche alla classi meno abbienti . A partire dagli anno Ottanta cominciarono a delinearsi i presupposti del successivo rapido sviluppo turistico del paese sostenuto dalla bellezza della sua natura e dalla straordinaria biodiversità della flora e fauna.