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La Costa Rica è figlia del caffè

Inserito da on 23/10/2010 – 09:59 4 Comments

Costa Rica è la figlia di caffè: non ci sono dubbi. Grazie a questo “grano de oro ” che apparve in America Latina nella prima metà del XVIII secolo, il  nuovo paese indipendente potè ottenere con questa produzione  su larga scala i mezzi economici per crescere e collegarsi stabilmente con il mercato internazionale. Quando il caffè arrivò nel paese, trovando ideali condizioni climatiche ed ambientali, si diffuse rapidamente e si incardinò nella sua struttura sociale ed economica riuscendo in poco tempo   a conquistare il palato della  popolazione e a divenire il motore del suo sviluppo.  Mentre infatti il Settecento europeo aveva già consuetudine col caffè, il Costa Rica potè scoprirlo solo a partire da quegli anni . Durante il periodo coloniale spagnolo l’economia di questa regione dell’impero era stata molto debole e fondata su semplici principi di sussistenza anche se abbastanza attiva nel commercio interregionale. Con l’indipendenza, una delle più grandi sfide fu quella di comprendere su quali basi costruire uno stato nazionale; da qui la necessità urgente di una solida attività economica per fornire le risorse finanziarie idonee a raggiungere tale obiettivo. Non poteva essere il tabacco,  la cui produzione era modesta e di scarsa qualità, il glorioso momento del cacao era finito perché incapace di affrontare la concorrenza di produttori come Guayaquil e Venezuela, e l’estrazione di oro, scoperto nel monte Avocado, non aveva sufficiente consistenza per creare ricchezza e  sviluppo

I costariccensi di allora ebbero col caffè una grande intuizione. I Comuni e  i primi governanti  promossero la messa a dimora di questo nuovo seme che in un primo momento fu visto probabilmente solo come una curiosità. Furono regalati i semi e consentito a quelli che lo avessero piantato nelle terre incolte di diventarne proprietari entro un certo tempo .
Negli anni  Venti e Trenta del XIX secolo i primi sacchi furono  esportati in Panama, Cile e Inghilterra, e nel decennio successivo il prodotto, data la sua ottima qualità,  la produzione cominciò a corrispondere alle aspettative dei suoi promotori.
Le relazioni  economiche internazionali andarono di pari passo con la dinamica dei rapporti diplomatici e politici. La Costa Rica infatti, conclusa la sua appartenenza alla Federazione Centroamericana, e proclamatasi repubblica nel 1848, in pochi anni stabilì importanti relazioni  di amicizia, commercio e navigazione con  l’ Inghilterra e poi  con  gli Stati Uniti,  la Francia, la Spagna e la Lega Anseatica.

Il paese dovette presto affrontare alcune sfide importanti per vendere il suo “grano de oro ”  all’estero.  Tra queste : dotarsi di una flotta e collegare le coste con nuove strade visto che le piantagioni di caffè erano ubicate nelle zone interne del paese. Un percorso carrabile  tra la Valle Centrale e Puntarenas, e la ferrovia tra Limon e  il Pacifico (completata nel 1890) furono le prime due grandi infrastrutture necessarie  per collocare il prodotto sul mercato internazionale . Il caffè dunque ha dato forma al Costa Rica sotto tutti gli aspetti. Anche se ci fu indubbiamente  un processo di concentrazione della terra soprattutto perché i piccoli e medi produttori non  potevano disporre di adeguate risorse e non avevano accesso al credito; ma la solida corporazione degli agricoltori mantenne tuttavia una propria identità e presenza nel territorio. Nonostante la nascita e il consolidamento dei grandi cafeteros, non ci  fu qui né un radicale processo di proletarizzazione, come in El Salvador, né lo sfruttamento del lavoro schiavo come in Brasile. L’economia del caffè consentì quindi allo Stato di costruire infrastrutture, organizzare servizi di base (posta, ospedale, banche), di dotarsi  di un teatro nazionale e di promuovere l’istruzione in modo capillare.

Non tutto ebbe effetti positivi tuttavia. Ancora nel XIX secolo, il caffè rappresentava  infatti quasi l’unico prodotto di esportazione e per molti decenni del secolo scorso l’economia del Costa Rica  restò soggetta a cicli di prosperità e di stagnazione legati alle alterne vicende dei ritmi di produzione e all’oscillazione del prezzo del caffè sui mercati internazionali . La produzione, che un tempo era stato definito come “il migliore ministro delle finanze” , infine non occupò più il posto centrale nella economia del paese che lentamente ha saputo diversificare la propria offerta .

Il caffè è tuttavia ancora pervasivo nella vita quotidiana della Costa Rica che vede in questo prodotto come un compagno quasi inevitabile nel lavoro e nel tempo libero ed un mezzo imprescindibile per suggellare incontri e relazioni .

Molte informazioni storiche, tecniche e commerciali sono contenute nel sito web del’ Istituto de Cafè de Costa Rica


 

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4 Comments »

  • Luciano scrive:

    Grazie Alfredo,
    questo sito è un vero toccasana per chi, come me, sta già lavorando affinchè un giorno possa avere l’onore di essere ospitato per sempre in quella bella realtà che si chiama Costa Rica.

    Un abbraccio,
    Luciano

    • alfredo scrive:

      Grazie a te Luciano, attendo come sempre i tuoi puntuali suggerimenti ed aiuti per migliorare questo lavoro di volontariato ….

  • Orietta Araya scrive:

    Ciao Alfredo
    E veramente interesante e bello
    Sono molto orgugliosa di essere dal Costa Rica perche il mio paese e un destino cuasi obligatorio.

    Vi aspetiamo a tuti con il cuore in mano

    In boca al lupo

    Orietta

    • alfredo scrive:

      Ciao Orietta, si hai ragione : il tuo paese è davvero bello.

      Lo è anche l’ Italia ma in in troppi non se accorgono e la trascurano .

      Spero di vederti presto in Costa Rica. Un abbraccio, Alfredo