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Costa Rica: natura ed archeologia

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Vi proponiamo l’interessante testimonianza di Giancarlo Sette, che ha trascorso circa 2 anni in Costa Rica studiando  sin dal 1993 il  consistente, inusuale e pressochè sconosciuto patrimonio archeologico di questo paese dedicandosi principalmente allo studio della lavorazione della giadeite e delle petre verdi. Giancarlo cura tra l’altro la sezione di archeologia dell’America Centrale, del forum di archeologia www.ostraka.forumfree.com .

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Sono le 5:30 di un mattino di febbraio quando io, Alexis “el Pez” e Louis “Chiso” usciamo nell’oscurita’ sulla spiaggia di Bahia Sámara per iniziare un’altra giornata di pesca.
Le forti grida, roche e gutturali, delle scimmie urlatrici echeggiano sotto la volta degli alberi della foresta a galleria che avvolge il corso del rio Lagarto, che sfocia nell’Oceano a poche decine di metri da noi. Tra le mangrovie dell’estuario le garzette e gli aironi, appollaiati sugli alberi, cominciano ad agitarsi, svegliati dal trambusto, mentre sopra le colline che chiudono la baia ad oriente l’orizzonte inizia pian piano a farsi dapprima ceruleo e poi a tingersi di un rosa via via piu’ intenso.
La brezza marina e’ ancora fredda, tesa e umida ma l’aria comincia ad intiepidirsi a mano a mano che la luce cresce di intensita’: tra poco spuntera’ il sole e la brezza si fara’ rafficata, secca e calda.
I piccoli còrvidi cominciano a fischiare le loro canzoni, le fregate fanno la loro silenziosa apparizione nel cielo ed i pappagallini verdi schiamazzano contendendosi le cime degli alberi.

Siamo su una delle piu’ belle spiagge della costa occidentale della Costa Rica, laddove la foresta tropicale secca incontra l’Oceano Pacifico e questa e’ l’ora del risveglio. I miei due compagni sono pescatori subacquei in apnea e ci attende una giornata di duro lavoro al largo, a bordo di una piccola lancia, un guscio di noce perso tra alte e lunghe onde oceaniche. Come sempre, incontreremo delfini, mante, tartarughe e forse persino le balene che transitano in rotta dalla California verso le lontane coste del Cile.

Questo e’ uno dei mille scenari di vita naturale che rendono la Costa Rica unica al mondo. La sua ricchezza in biodiversita’ e’ incredibile, cosi’ come il numero e la varieta’ dei biotopi: si va dal bosco tropicale secco del nord ovest, al bosco tropicale umido del sud, alla foresta monsonica del Caribe, passando attraverso la foresta nebulare di alta quota sulle cordigliere centrali, attraversando gli ambienti naturali piu’ disparati, incontrando un numero di specie vegetali e animali tale da superare di gran lunga, in poco più di 50mila kmq, il numero di specie presenti in tutta Europa.

I Costaricensi, che chiamano se stessi “ticos”, sono molto orgogliosi del loro patrimonio naturalistico, tanto da aver protetto con parchi naturali circa il 30% della superficie nazionale.
Essi si rendono conto che gli obiettivi della tutela ambientale e della prosperita’ economica portata dal turismo non si escludono a vicenda, per cui la illuminata politica ambientalista della Costa Rica e’ diventata una bandiera dell’ecoturismo.
La gente semplice, cordiale e sorridente di questo paese, tanto amante della tranquillita’ da non avere un esercito, vive in un vero giardino dell’Eden, pronta ad accogliere i turisti per condividere con loro i panorami mozzafiato, le cavalcate sulle onde, le nuotate sotto le cascate di acque termali, l’avvistamento di un bradipo, ovvero la semplice gioia derivante dal “vivir la pura vida”: tutto questo e’ la Costa Rica.

Ed è anche qualche cosa di più, qualcosa che normalmente sfugge al turista, attratto soprattutto dal clima tropicale e dalla bellezza della natura e delle spiagge.
Si tratta della ricchezza del patrimonio archeologico di questo paese, abitato da almeno dieci/dodicimila anni.
Dal 1500 a.C. sino alla completa occupazione spagnola, avvenuta intorno al 1700 dopo due secoli di durissime e sanguinose lotte, gli abitanti di questa terra hanno prodotto una enorme quantità di oggetti d’arte in oro, giadeite, pietra lavica e terracotta.
Questo patrimonio d’arte e cultura è andato purtroppo in gran parte disperso ad opera dei haqueros (scavatori clandestini), ma nei locali musei archeologici ne è raccolta e conservata una notevole parte, che costituisce una delle meraviglie del Costa Rica. E questa non è certo l’ultima ragione per dedicare una vacanza al Costa Rica.

Non ci sono, nel paese, le grandiose rovine delle città Maya del Messico meridionale e del Guatemala.
Nella Costa Rica gli edifici, anticamente, venivano realizzati utilizzando pali di legno, canniccio intonacato e foglie di palma, tutti materiali estremamente deperibili. Per questo motivo, due sole sono le zone in cui si possono visitare resti ‘monumentali’: Guayabo de Turrialba e Palmár sur.
Nella prima località, ci sono i resti di un centro cerimoniale dedicato al culto dell’acqua, con acquedotti che alimentano piscine, ancora funzionanti dopo 1500 anni dalla loro costruzione. Nella seconda, si possono ammirare molti dei grandi sferoidi di pietra, alcuni del diametro di più di 2 metri, la cui funzione costituisce ancor oggi un interrogativo solo parzialmente risolto dagli archeologi. Queste due località sono tuttavia molto scomode da raggiungere.

Ecco appunto, anche questo è Costa Rica, stupendo paese ricco di natura, arte ed archeologia.

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