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Dalla Costa Rica a Cuba, le due anime dei Caraibi.

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Siamo stati in vacanza per una settimana a Cuba, quasi sempre a La Havana.  Un viaggio dentro la realtà del paese il più possibile a contatto con la gente, i loro problemi quotidiani  le loro aspirazioni, i loro ritmi di vita. Anna ha scritto questo breve reportage con le nostre osservazioni e sensazioni. L’articolo è forse fuori tema nel contesto del nostro blog ma abbiamo deciso di pubblicarlo per evidenziare quanto le due diverse storie di Costa Rica e Cuba, nel bene e nel male, abbiano prodotto esiti tanto diversi ed occasioni per riflettere. Anna e Alfredo.

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Contraddizioni e disequilibrio: questo e’ Habana Vieja oggi. La rivoluzione e’ un ricordo poetico stampato sulle magliette col bel viso di Che Guevara, ma lo stato e’ li, presente e viglile in ogni casa della citta’ vecchia, un labirinto di vie grandi e piccole dove l’abbandono assoluto si alterna a meticolosi restauri e dove vivono, per km quadrato, 27 mila persone mediamente scontente dello status quo.

Avana, piazzaNon si tratta di esprimere giudizi sul Governo, sul Socialismo o su Fidel. Basta sapere che un cubano guadagna l’equivalente di 20 dollari al mese e che un tubetto di dentifricio Colgate ne vale 5. Le valute in corso sono due, una e’ solo per i cubani, l’altra, il CUC, che vale quanto il dollaro, per turisti e cubani che possono accedervi. Circolare con dollari e’ proibito (fino a qualche anno fa possedere dollari era punibile con 15 anni di prigione).

Ma a La Habana i problemi sono anche altri, perche’, bene o male, quasi tutti sono in contatto con il turismo e il suo indotto e tra mance e richeste esplicite di aiuto se la cavano. Ogni quartiere e’ provvisto di ambulatorio e scuola. Ma ci raccontano che il malcontento deriva dal fatto che i migliori dottori cubani sono all’estero e a Cuba fanno pratica gli studenti stranieri (africani e sudamericani). Tutti quelli che non hanno indirettamente accesso al dollaro, non solo sono tagliati fuori dalla possibilita’ di vivere meglio, ma sono semplicemente abbandonati ben sotto il limite di sostentamento.

Avana, Alfredo e AnnaEcco perche’ professori e avvocati hanno abbandonato la professione e si sono riciclati in taxisti e guide turistiche… Vero e’ che il governo distribuisce una volta al mese riso, farina, zucchero, sale e poco altro in quantita’ stabilita per ogni cittadino, ma questo e’ sufficiente per una settimana. Il resto si compra, e non in pesos cubano, ma in valuta turistica…
Habana Vieja e’ rilassante. Ci sono bei musei in ogni quartiere, piccoli negozi, vivaci caffe’, molti ristoranti e musica ad ogni passo. Ma anche tanta miseria appena dietro l’angolo. Un giro in taxi su una bella Chrisler degli anni ’50 costa “pochi dollari”, pochi dollari costa l’entrata ai musei, con pochi dollari si mangia aragosta e con pochi dollari si beve un mojto seduti nello storico bar che frequentava Heminguay.

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I palazzi e i monumenti storici sono perfettamente restaurati, moltissime vie intere ancora in restauro, negozi di artigiani, artisti, officine di grafica, ceramisti e pittori, musicisti e sorrisi ad ogni angolo. Pochi dollari, questione di punti di vista. All’Avana, vi sentirete stranamente a casa. Vi sentirete privilegiati, ma parte di qualcosa. L’Avana e’ bella e non e’ senz’anima, vi lascia entrare, capire, riflettere e sorridere. Vi apre il cuore.

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