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Drake Bay in Costa Rica: una grande esperienza di viaggio per la gioia di tutti i subacquei.

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Un bel resoconto di viaggio dagli amici Lilli e Gero, esperti subacquei che vi affascineranno con la loro esperienza in Costa Rica: alla scoperta della Peninsula di Osa, dell’Isola de Cano, della Baia di Drake e dei bellissimi fondali della zona.

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Se avete progettato un viaggio in Costa Rica, siete dei subacquei incalliti desiderosi di curiosare sotto le onde in ogni parte del mondo, ma non avete né i soldi né il tempo per un viaggio all’Isola del Coco, allora questa meta fa per voi.

osaSto parlando dell’Isola del Cano, 12 miglia al largo di Drake Bay (che qui si pronuncia come è scritto non all’inglese) amena e sperduta località della penisola di Osa. Ci siamo imbarcati per questa avventura in 5, io, mio marito, mio fratello (ormai Tico di adozione) e una coppia di amici. Agosto è periodo delle piogge che si fanno più abbondanti nel sud ovest della Costa Rica e la penisola di Osa, con i sui numerosi corsi d’acqua ma senza ponti, diventa irraggiungibile via terra per cui l’unico modo per raggiungerla è via acqua. Il punto di imbarco che abbiamo scelto è stato Sierpe, piccolo paesino vicino a Palmar del Sur, ultima cittadina dove potrete trovare delle banche per approvvigionarvi di contanti.

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5 Agosto – Siamo arrivati qui in auto partendo da San Josè spezzando il viaggio con una sosta di due giorni a Manuel Antonio, quindi primo problema da risolvere è stata la ricerca di un posteggio in cui lasciare l’auto per i nostri giorni di permanenza a Drake Bay. Abbiamo optato per un parcheggio privato custodito offertoci non appena arrivati che ci è sembrato il migliore compromesso tra sicurezza e convenienza, la sosta di 5 giorni (dal 5 al 10 agosto) ci è costata 15.000 colones.

sierpeL’imbarcadero è ben organizzato c’è una soda che serve pasti, un piccolo negozio di souvenir e soprattutto un bagno pulitissimo (devo dire come tutti quelli trovati in Costa Rica), e cosa ancora più stupefacente un molo di attracco, un vero lusso.

Da San Josè avevamo prenotato la lancia del mattino alle 11,30 tramite il mitico Norlyn gestore delle Cabinas Pura Vida, dove alloggeremo per tutta la durata del nostro soggiorno e che consigliamo vivamente. Vi suggeriamo di prenotare la lancia perché hanno una capienza di circa 15 passeggeri inclusi i bagagli e sono in numero limitato, la seconda corsa è prevista alle 15,00, ma in questa stagione la sconsigliamo perché si rischia di compiere l’intero tragitto sotto la pioggia battente. Il biglietto lo paghiamo a bordo 15 dollari a testa, stessa tariffa per il ritorno.

Il viaggio lungo il fiume è piacevole, ci concedono anche una sosta per ammirare un coccodrillo immobile tra le mangrovie che scivola dolcemente in acqua non appena ci avviciniamo, ne avvistiamo un secondo in acqua, sembra un tronco. Avvicinandoci al mare il Rio Sierpe si divide in numerosi canali, ne prendiamo uno strettissimo, forse una scorciatoia e ci addentriamo in un mangrovieto, il pensiero va alle tante creature che trovano riparo tra questo intrico di radici , non le vediamo, ma sicuramente loro ci hanno sentito arrivare. Rientrati sul ramo principale la corrente cambia di direzione è la marea che sale, segno che siamo vicini al mare. Ed ecco apparire l’Oceano Pacifico. Durante l’ultima parte del viaggio cavalchiamo senza problemi il lungo respiro dell’oceano. Arriviamo a Drake Bay asciutti dopo circa un’ora e mezza di viaggio, peccato che lo sbarco sia senza molo e con la risacca!! La jeep del Cabinas Pura Vida ci sta aspettando con Norlyn come autista e il fido Josuè come aiutante.

Sono quasi le due del pomeriggio ci siamo svegliati all’alba e abbiamo fame, ma appena arrivati alle Cabinas Pura Vida vediamo che tra le attività proposte c’è il Canopy Tour costo 60$. Noryin ci informa che se vogliamo farlo bisogna partire subito perché potrebbe iniziare a piovere. Ci pensiamo solo un minuto e accettiamo, mentre viene recuperata la guida per il Canopy, abbiamo giusto il tempo di acquistare una bottiglia di acqua ed uno snack.

DIGITAL IMAGEUn po’ frastornati ci pigiamo nella jeep, prendiamo lo sterrato verso l’interno, guadiamo un fiume ed arriviamo a Los Planes punto di partenza del tour. Il Corcovado Canopy Tour è ben organizzato. Ci imbragano ci danno le istruzioni fondamentali e ci portano su una campo pratica per una prova, poi si parte. Prima difficoltà una lunghissima scala per ascendere alla prima piattaforma per fortuna siamo sempre legati con una corda di sicurezza. Voliamo sopra la foresta e spesso dentro di essa ad alta velocità e non sempre la frenata è al momento giusto (almeno per me). Il Canopy Tour è pura adrenalina 13 percorsi con caratteristiche e lunghezze diverse e non so quante scale. Abbiamo anche il brivido di una temporale. Dopo l’ultimo volo ci attende un ponte sospeso, ma a questo punto niente ci fa più paura. Ultima “incombenza” della giornata la visita al diving center per prendere accordi per le immersioni.

Il diving, che abbiamo contattato già dall’Italia, è il Costa Rica Adventure Divers situato all’interno del complesso che ospita l’Hotel Jinetes de Osa, il gestore è Patrick un ragazzo svizzero tedesco che a prima vista ha assorbito completamente lo spirito del “Pura Vida” e sembra aver smarrito la precisione delle sue origini. In realtà il diving è ben organizzato con un locale dedicato all’attrezzatura molto ordinato, c’e spazio per appendere ogni cosa, dei vasconi all’esterno per il risciacquo e borse a rete per il trasposto della stessa in barca. Noi ci siamo portati da casa la muta 3 mm, maschera, pinne e computer, il resto dell’attrezzatura la noleggiamo. I jacket sono Mares o Sherwood, gli erogatori, completi di octopus, profondimetro e manometro, Sherwood, le mute  della O’neill. Tutto in ottimo stato considerando che siamo ai tropici in un posto sperduto, le bombole in alluminio da 12 litri montano la rubinetteria modello Catalina. Il costo di 2 immesioni al giorno è di 115 $ e comprende noleggio attrezzatura completa, barca, ingresso parco, bevande e snack in barca e pranzo al rientro se si opta per 1 sola immersione il costo è di 90 $ lo snorkeling costa 60 $.

Mentre prendiamo accordi Patrick ci indica qualcosa in mare vicino alla riva, sembra un tronco, in realtà è un coccodrillo che constateremo nei gironi successivi ama farsi un bagnetto in mare con l’alta marea. La prima giornata a Drake Bay è finita, alle Cabinas Pura Vida ci attende una camera accogliente, una doccia calda e la cena preparata da Norlyn, ottimo cuoco e da Gabriela sua graziosissima compagna e squisita padrona di casa.

I tre giorni successivi li dedichiamo alle immersioni. Sveglia all’alba preparazione del caffè con la moka portata dell’Italia e imbarco alle 7,30, rientro previsto per le 14,30, questo orario sarà variabile. L’organizzazione del diving prevede che i subacquei una volta giunti in barca debbano solo controllare che la propria attrezzatura sia completa, poi il Dive Master si occuperà di montare la bombola sia per la prima che per la seconda immersione. In 3 giorni di immersione non solleviamo mai una bombola, un vero lusso per i sub italiani. La barca è spaziosa e attrezzata per le immersioni con appositi alloggiamenti per le bombole, unico neo la mancanza di un bagno a bordo.

6 Agosto – Si parte in planata per l’Isola del Cano, la traversata dura circa 1 ora.

Il mare è abbastanza calmo ed il cielo con nuvole sparse, a metà strada avvistiamo una balena, è una megattera che ci saluta mostrandoci la sua poderosa coda, seguono come damigelle gioiose dei delfini maculati. Le megattere giungono qui dall’Antartide a giugno e restano in zona fina all’inizio di ottobre, hanno scelto le calde e tranquille acque antistanti l’isola del Cano per partorire ed accoppiarsi.

DIGITAL IMAGEIl primo tuffo lo facciamo a El Barco sott’acqua la visibilità non è delle migliori, ma gli incontri si. Ci sono un infinità di squali pinna bianca che si riposano sul fondo sabbioso e si spostano sinuosamente di quel tanto che basta per ripristinare la distanza di sicurezza. Il fondo è poco colorato, incontriamo solo poche specie di madrepore, ma in compenso c’è una gran varietà di pesci. Un suono, che in un primo momento non riconosciamo, ci pervade: è il canto delle megattere, una melodia antica che, se chiudi gli occhi, ti riporta nel passato remoto quando eravamo tutti creature del mare, le centinai di Anguille Giardino sembrano danzare al suo ritmo. Il canto struggente delle Megattere è il regalo più bello di questi fondali, è la prima volta che ho la fortuna di sentirlo e rimarrà impresso nella mia mente.

La seconda immersione della giornata è in acque solo un po’ più agitate il sito si chiama Cueva Del Tiburon è simile al precedente, il canto antico continua a risuonare, a cullare gli squali pinna bianca ed accompagnare la danza delle timide anguille giardino. Due immersioni tranquille su un fondale massimo di 20 m con poca corrente e … un atmosfera onirica. Il pranzo al diving è molto buono, completo anche di dolce, molto meglio di quanto ci aspettavamo. Torniamo alle cabinas con Norlyn che tutti i gironi ci accompagnerà su e giù dall’unica strada di Drake Bay attraversando la spiaggia fino al fiume.

7 Agosto – oggi il mare è più disordinato ed iniziamo a bagnarci appena mettiamo la prua fuori dalla baia, i nostri compagni di barca sono cambiati, siamo solo noi 5 che ci immergeremo per 3 giorni consecutivi.

baleneLungo il tragitto sporadiche apparizioni di delfini e balene non la maestosità di ieri, il mare riserva uno spettacolo diverso ogni girono. Il primo sito di immersione è El Ancla, simile a quelli di ieri, molti pinna bianca, centinai di anguille giardino, pesci di barriera , madrepore rosa e coralli a frusta rossi, rilassante. Fuori il tempo si guasta è il mare si agita, sulla barca una moria di mal di mare, sbarcano quasi tutti sulla spiaggia dell’isola, noi restiamo in barca, l’onda più che cullarci ci strapazza ma godiamo dell’orizzonte infinito.

Il secondo sito di immersione è “El Bajo Del Diablo”, già il nome promette bene. Ci immergiamo nel blu in libera, subito ci accoglie una processione di grandi barracuda che diventa folla e che inizia a ruotare intorno ad un punto immaginario è uno spettacolo di una bellezza primordiale. Il fondo è a più di 50 m e noi navighiamo sospesi, sopra e sotto di noi un via vai di pesci di diversa natura e grandezza. Dietro ad un pinnacolo ci attende una cernia gigante (sarà circa 2 metri) ci guarda indispettita, dà un colpo di coda e sparisce nel blu. Rientro con sorpresa, una megattera nelle acque basse dell’isola sospinge il suo cucciolo in superficie per insegnarli a respirare, è un altro regalo di questo oceano.

Anche a terra le emozioni non mancano, è già buio quando al Cabinas Pura Vida arrivano dei Ticos, Norlyn si agita noi accorriamo curiosi, hanno ucciso un Fer de Lance, uno dei serpenti più velenosi che popolano la Costa Rica, che attraversava la strada proprio sotto il B&B. La natura qui in Costa Rica è esuberante, il mondo vegetale abbraccia ogni cosa e gli animali scorrazzano liberi anche al di fuori dei parchi nazionali.

8 Agosto – è l’ultimo giorno di immersioni, io continuerei per un’altra settimana!

Ci svegliamo con un cielo terso come non si era mai visto, pregustiamo una splendida giornata di sole, niente di più sbagliato!! La pioggia inizia a cadere nel momento in cui lasciamo il diving e ci accompagnerà fino al ritorno. Oggi però lo spettacolo principale non sono gli effetti speciali dei lampi, i marosi scuri come se fosse Atlantico, l’isola che appare e scompare dalla prua a secondo delle cataratte, ma le signore del mare: le balene.

A metà traversata, là dove le onde sono più impetuose, oggi saltano leggiadre le più grandi creature del pianeta. Escono con trequarti del corpo, con la spinta della poderosa coda si girano in volo e ricadono in acqua formando una fontana naturale. Sbuffano come antiche locomotive si immergono e risaltano cosi per decine di volte. Mentre il sipario liquido cala a prua, a poppa si sente un urlo di stupore. Un enorme coda si innalza verticale nell’aria ed inizia a battere l’acqua impetuosamente, poi sparisce, sbuffa, riappare per completare il messaggio. Sarà un antico codice Morse? Siamo tutti estasiati, per più di mezz’ora le balene ci inchiodano a metà strada incuranti dell’acqua che da sotto e da sopra infradicia i nostri vestiti.

Arrivati all’isola ci immergiamo subito, il sito si chiama “El Jardin” è un susseguirsi di piccole formazioni rocciose che dal fondo sabbioso a -20 m si innalzano creando angoli appartati per pinna bianca desiderosi di riposo, tane sicure per cernie, corvine tropicali e pesci angelo, un polpo sicuro del suo mimetismo ci guarda, poi stizzito schizza via quando dolcemente lo sfioriamo mostrandoci la sua prodigiosa capacita di cambiare colore. Improvvisamente due grossi trigoni, saranno più di 2 m, si inseguono ondeggiando i larghi mantelli, incuranti di noi intrusi. Finiamo l’immersione con il sorriso sulle labbra.

DIGITAL IMAGEFuori la pioggia è battente. Ci rechiamo verso El Bajo Del Diablo. Il Pacifico oggi ha dimenticato il suo nome e a ricordarci che siamo ai tropici è solo la temperatura dell’acqua che come sempre è intorno ai 29 °C. Sotto il blu è intenso, i banchi di pesci non ci deludono, ci sono anche i Carangidi in amore, la sposa sfoggia una livrea argentea, ed il maschio rigorosamente l’abito nero, sono uno l’ombra dell’altro, lo Yin e lo Yang. Sulla spiaggia a Drake Bay ci attendono 3 magnifiche Are rosse e al tramonto un Tucano ci intrattiene con la sua sgraziata serenata.

9 Agosto – le immersioni sono finite ma non le emozioni. Sveglia prestissimo abbiamo prenotato l’escursione al Corcovado National Park stazione La Sirena 85 $ a testa. Saliamo su una lancia simile a quella che ci ha portato qui da Sierpe, il cielo è sereno, il mare tranquillo, procediamo lungo costa per circa un’ora godendoci il panorama. Sbarco sulla spiaggia con la risacca che inclina la lancia, siamo ormai abituati scendiamo scalzi e ci infiliamo gli stivali di gomma con cui ci ha equipaggiato Norlyn (è riuscito a trovare il numero giusto per ciascuno di noi) all’ombra della vegetazione, sono le 8,00 e il caldo è già insopportabile, ci attendono 5 ore di camminata nella foresta. Siamo un po’ spaventati, ma la nostra guida ci tranquillizza dicendo che cammineremo lentamente con numerose soste, in realtà prende un passo da guerrigliero in fuga e noi arranchiamo dietro di lui. Avvistiamo parecchi animali dalle scimmie Cara Blanco, alle Iguane, dai Pecari a diverse specie di uccelli, anche un serpente rossastro di cui non capiamo il nome si arrampica su un albero proprio davanti a noi. L’avvistamento migliore un formichiere nano a circa 30 m di altezza sulla biforcazione di un enorme albero. Dopo 3 ore di cammino nel fango attraverso la foresta arriviamo alla stazione dei ranger La Sirena equipaggiata con un air strip. Qui ci fermiamo per il pranzo al sacco, 2 panini uno dei quali con il burro di arachidi e la marmellata!  La cosa migliore è la mela. Alla stazione La Sirena lavorano dei volontari che al momento stanno montando i pannelli solari sul tetto, gli escursionisti possono anche pernottare in tenda se si è attrezzati o nei 2 dormitori comuni, bisogna però essere autosufficienti per quanto riguarda acqua e cibo. Rimessi gli stivali di gomma riprendiamo il percorso, prima di sbucare sul Rio La Sirena avvistiamo un Tapiro addormentato, è l’una e questo animale è notturno, lo possiamo ammirare solo di schiena. Nel frattempo ha iniziato a piovere sudiamo sotto le mantelle che ci servono soprattutto per proteggere le fotocamere, il ritorno al punto di imbarco è tutto lungo la spiaggia selvaggia. Un po’ ci ha deluso questo parco, forse per le tante aspettative che ci eravamo fatti, forse perché avremmo voluto ammirare le splendide Ara rosse che qui dovrebbero essere di casa, forse perché c’era tanta gente e non eravamo solitari come sott’acqua. Il rientro a Drake Bay è tutto sotto la pioggia battente.

Ci consoliamo con la gustosa cena al Cabinas Pura Vida e prepariamo i bagagli per la partenza di domani.

La vacanza non è finita, ma le partenze sono sempre un po’ malinconiche soprattutto se si lascia un posto come Drake Bay.

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