La Talamanca: regione ribelle della Costa Rica

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La regione della Talamanca, posta tra le alte montagne e il mare della regione caraibica, è stata definita da alcuni storici la “ribelle Talamanca” a causa delle enormi difficoltà affrontate dai conquistatori spagnoli nel sottomettere le tribù indigene che la popolavano. Per parecchio tempo le spedizioni si spinsero in quest’area inospitale senza realizzare pienamente l’obiettivo della conquista. Le difficoltà di vita, le privazioni e le difficili comunicazioni hanno comunque contribuito a una sostanziale riduzione delle tribù locali che contano attualmente  alcune migliaia di persone disperse su un territorio assai vasto.

Nella Talamanca coesistevano allora vari dialetti, ma secondo alcuni  documenti del XVII secolo (1617), il più diffuso è stato lo Huetar. Il Bribri dialetto che predomina oggi, è molto simile alla lingua parlata dai discendenti degli indiani Tucurrique Huetares.

Tra i numerosi eventi della storia della conquista di Talamanca, si ricorda la rivolta che ebbe a  capo Pablo Presbere e San Jose Cabecar come epicentro. In questa azioni gli indios sopportarono molte perdite in lotte strenue ma spesso impari. Un altro documento sulle vicende di Talamanca racconta della deportazione di almeno 400 indigeni che furono portati a Cartagine e poi distribuiti in città come Tres Rios, Canjel, Puntarenas dove morirono per malnutrizione e malattie.

Nel 1867, un decreto del Governo della Repubblica concesse ai cacique, i capi della gerarchia nella Talamanca, veri re di quella etnia, il potere di amministrare la giustizia secondo le proprie usanze.

La Talamanca continuò a restare isolata per molti anni e solo all’inizio del ventesimo secolo la zona fu raggiunta a Limon, sulla costa da una linea ferrovia, dal famoso ferrocaril costruito dalla United Fruit Co. per avviare su scala internazionale la produzione e cormmercializzazione delle banane nella zona della bassa Talamanca. Lo sconvolgimento del territorio che ne conseguì costrinse molti indios ad avventurarsi ancora di più all’interno della montagna cercando di contrastare un modo di coltivazione distruttivo del bosco, della flora e della fauna che da sempre erano state gli unici mezzi di sussitenza delle popolazioni. In questo contesto di ostilità e di difesa delle proprie terre si consumò nel 1910 l’omicido di Antonio Saldana, ultimo cacique dei Bribri .

Nel 1960 furono avviate alcune ricerche petrolifera nella regione e perforati pozzi che comportarono la creazione di diversi sentieri. Questi tentativi fallirono ma da quei sentieri nacquero le prime strade pubbliche poi utilizzate per espandere gradualmente il sistema stradale statale che si concluse con l’ attuale percorso che collega Bribri, capitale de Talamanca, a Limon posta sul litorale all’estremo nord della regione.

Puerto Viejo e Cahuita, entrambe sulla costa sono, assieme a Bribri e Limon, i principali centri abitati della Regione.

Nelle comunità rurali e indigene si sono di recente sviluppate piccole imprese turistiche, incentrata sulla turismo a basso impatto e ad alto impegno ambientale e culturale (Carbone 2, Yorkin, Watsi. Kekoldi a Indian che gestisce un osservatorio di uccelli migratori noto in tutto il mondo. il viaggio verso Bribri e poi verso Sixaola, dove si trova l’omonimo ponte internazionale, offre l’opportunità di vedere il fiume e le comunità panamensi di Guabito, Changuinola e Almirante.

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3 commenti

  1. Continuerò a scrivere articoli su questi argomenti. Credo sia importante che la gente, soprattutto i turisti, sappiano dove si trovano e cosa è successo e perchè . Altrimenti un viaggio rischia di divenire, come spesso accade, un passaggio sterile nel nulla .
    Alfredo

  2. “Han pasado 34 años y hoy menos tierras están en manos de los indígenas que las que lo estaban en 1977. El Estado se ha negado a cumplir con su deber”
    San José, 20 ago (elpais.cr) – Los indígenas de Kekoldi, en Talamanca, Limón, irán el 23 y 24 de agosto a un juicio contra el Estado de Costa Rica para tratar de recuperar seis mil hectáreas que les pertenecen, mientras habitan en un terreno de unas 1.500 hectáreas.!!!!!!

  3. Interessantissimo! Grazie di rendere conto delle popolazioni autochtone di questa terra! non dobbiamo mai dimenticarli. 500 anni di usurpazione, saccheggio e distruzione…. è ora di fare i conti!