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“Mollotutto” mi intervista sull’ esperienza del trasferimento in Costa Rica

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E’ il testo integrale della intervista che ho rilasciato al sito “mollotutto” un paio di mesi fa. Alcuni me la hanno chiesta. Eccoli accontentati.  

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Ciao Alfredo presentati ai nostri lettori

Mi chiamo Alfredo Ingegno ed ho appena compiuto 61 anni. In buona salute e con uno spirito sempre giovane e attento delle nuove esperienze. Il cambiamento è la spinta della mia vita.

Dove hai vissuto in Italia?

Sono nato a Palermo dove ho vissuto fino  a laurearmi in Architettura ed iniziare l’attività professionale. Poi ho lavorato per venticinque anni a Cagliari come funzionario della Soprintendenza ai Beni Culturali ed infine altri otto anni a Firenze dove ho realizzato e gestito un bellissimo Bed and Breakfast in piazza Santa Croce.

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Ora dove vivi? Ci vivi da solo o hai una tua famiglia?

Durante questo girovagare, qualche anno fa sono infine arrivato nell’area caraibica e naturalmente mi sono imbattuto in Puerto Viejo de Talamanca. Si tratta di una simpatica cittadina di radici afro giamaicane che si distende sul mare tra spiagge spettacolari e una natura incredibilmente esuberante che fa loro da cornice. Non fu amore a prima vista perché Puerto Viejo ha il potere di spiazzare l’osservatore per i tanti e tanto contraddittori messaggi che invia. Ma di certo mi impressionò non poco. Da alcuni mesi vivo con Anna, la mia compagna, con cui condivido questa vita semplice e magnifica e i tanti interessi che abbiamo in comune. La mia famiglia, quattro figli, è rimasta a Firenze e con loro siamo in contatto per quanto possibile e compatibilmente con la distanza fisica che ci separa.

Avevi già visitato la Costa Rica prima del tuo trasferimento?

Certamente, molte volte. Feci un primo viaggio mosso dalla curiosità di fare esperienza diretta del paese perché nel 2009 avevo letto le informazioni lo qualificavano come “ il paese più felice del mondo”. Dopo quel viaggio, molto bello, iniziò a maturare l’idea di cambiare pagina e mettere radici in Costa Rica. Nei viaggi successivi continuai a gironzolare in varie parti del paese basandomi sulle indicazioni delle guide, delle informazioni delle persone che cominciavo a conoscere, ma a volte anche di semplici suggestioni e intuizioni. Spesso non c’era una meta precisa e il solo viaggiare era davvero appagante.

Cosa ti ha spinto a scegliere proprio la Costa Rica per cambiare vita?

Ho scelto la Costa Rica in parte col cuore e in parte con la testa. La Costa Rica è un paese che ha saputo dare un senso alla conservazione dell’ambiente ed ha ottenuto in questo ambito risultati eccellenti . Non a caso è il paese con un numero altissimo di straordinari parchi e riserve naturali, ha la più elevata biodiversità al mondo ed è riuscito a pianificare e realizzare politiche di riforestazione molto efficaci. E’ un paese con una solida democrazia e un livello di sicurezza ragionevole benché schiacciato tra paesi del Centro America nei quali spesso sopravvivere è una sfida.  E’ un paese con un sistema sanitario di eccellenza e un livello di alfabetizzazione decisamente al di sopra della media dell’America Latina. Ma è comunque un paese che soffre molto delle conseguenze di uno sviluppo troppo rapido del turismo, che vede crescere i livelli di povertà dei ceti meno abbienti, che soffre dei problemi connessi all’ immigrazione di massa dai paese confinanti e che ha un debito pubblico tanto elevato da costringerla a dipendere dal colosso americano e da qualche anno, sempre di più, da quello cinese.

playanegraDi cosa ti occupavi in Italia?

In Italia ho lavorato fino al 2010 come architetto, un paio di anni come libero professionista poi come funzionario presso la Soprintendenza ai Beni Culturali di Cagliari e Firenze. Nel 2006, stanco della mia professione che non aveva più nulla da darmi, lasciai Cagliari, mi trasferii con la famiglia a Firenze e comprai un immobile nel centro storico per ristrutturarlo e trasformarlo in un B&B. La Casa dei Tintori, questo il nome del B&B, ha avuto un notevole successo. E’ stata una bella sfida, divertente e faticosa ma adesso ha esaurito per me la sua funzione e lo ho lasciato in gestione a mia figlia Lavinia e a Riccardo, il marito.

Ora invece di cosa ti occupi esattamente?

Nel 2011 ho comprato a Puerto Viejo de Talamanca un grande pezzo di terra boscato a poche centinaia di metri dalla bella spiaggia di Playa Negra, poco più di un km dal paese. Questo luogo è immerso in un silenzio straordinario e possiamo ascoltare il rumore del mare la notte, sentire la brezza che entra in casa assieme ai suoni sempre diversi degli animali del bosco. Abbiamo acqua in abbondanza da un pozzo, la luce elettrica, uno stradello di accesso sterrato e qualche vicino (si fa per dire) di casa, quasi tutti stranieri.

Ho realizzato qui una casa in legno per viverci ed altre tre da affittare come casa vacanze per integrare le magra pensione. La nostra proprietà di chiama El Jardin de Playa Negra. Il prossimo passo sarà quello di realizzare un bellissimo giardino tropicale con un grande stagno per gli animali del tropico umido: scimmie congo, scoiattoli, bradipi, garzette, iguana, uccelli, rane  e tanti altri. Queste sono le nostre case in affitto ai Caraibi che ruotano intorno al nostro Jardin.

Playa CarrilloCome è stato il tuo primo impatto con il nuovo ambiente, ti sei ambientato subito?

Puerto Viejo de Talamanca è terra di grandi contrasti e viverci richiede una particolare attitudine. Si può solo amare alla follia e perdonarle ogni cosa oppure detestarla e fuggirne parlandone male per sempre. Ma di certo non passa inosservata ! Qualche esempio ? Qui mancano spesso molti ”oggetti” che siamo abituati a considerare indispensabili e quello che si trova è solo il peggio della produzione cinese. Non consola il fatto che nei market trovate generi alimentari ”made in Italy” a caro prezzo. Molti italiani, soprattutto gli “imprenditori “o presunti tali, soffrono per questa ”inefficienza” di fondo ma a me viene solo da ridere … Il mercato del sabato offre prodotti organici di qualità ed un ambiente bello con tanta gente piacevole di ogni parte del mondo. I ristoranti, locali e stranieri, spesso davvero gradevoli, fanno della zona una delle più varie per la qualità dei prodotti e della gastronomia. Ma la gente del posto deve accontentarsi delle piccole ”sode” che sono modeste trattorie dove mangi con cinque dollari ma non oltre un buon ”casado“: riso, fagioli, platano fritto ed un pezzetto di pollo. Le fogne scaricano direttamente in mare e spesso nelle strade si accumula spazzatura per giorni; ma tra gli scarichi e i rifiuti cresce in fretta una vegetazione magnifica e la forza straordinaria del mare assorbe tutto e subito. Il Comune ha allo studio un impianto di smaltimento delle acque nere e di depurazione. Quando si farà ? nessuno lo sa ! Le strade sono spesso sterrate e polverose, la principale è asfaltata ma ha buche che sono voragini che nessuno ripara. Le “autostrade informatiche” invece funzionano benissimo ed io nel bosco sto collegato 24 ore al giorno con pochi soldi e una connessione ottima. La maggior parte della popolazione maschile nera lavora solo se e quando ne ha voglia e molti si trascinano da un bar all’altro per tutto il giorno fumando marihuana; le donne invece lavorano sodo ma molte giovanissime ragazze, spesso minorenni, hanno il peso di alcuni figli piccoli avuti magari da padri diversi. Il mare è straordinario, potente, generoso e sempre tiepido ma fare il bagno è molto pericoloso in alcune spiagge che sono invece la mecca dei surfisti. Il bosco è fitto, spesso tenebroso e può incutere paura, specie all’imbrunire. E’ il regno di infinite specie vegetali ed animali che ne contendono gli spazi a tutte le altezze. L’uomo deve saperci vivere e prestare attenzione a come muoversi. La caduta di un albero su una casa può essere fatale. I rapporti tra le persone sono improntati a cordialità e comprensione. Gli stranieri sono bene accolti se lo vogliono e se non si mettono in cattedra col tono del ”so tutto io“. Ma ci sono anche alcuni personaggi da cui proteggersi e i furti in appartamento aumentano di continuo. Questo, e tanto altro è il Caribe di Costa Rica. Un sogno realizzato, per me.

Casa NaranjaInvece con il trasferimento come è andata, hai avuto problemi?

No, sono da sempre vocato al cambiamento, l’ho sempre cercato nella mia vita ed ho maturato un discreto spirito di adattamento. Le difficoltà sono spesso solo nella nostra mente ma vengono percepite come reali e bloccano inutilmente il fluire delle cose per paura. Non credo esistano cose difficili o semplici. Esistono scelte e conseguenze delle nostre scelte, esistono eventi, accadimenti ed esiste l’uomo che si confronta con essi per vivere al meglio. Trasferirsi all’estero è una scelta, certo anche impegnativa e avrà delle conseguenze. Tutto qui.

C’è una ragione in particolare che ti ha fatto scappare via dall’Italia?

Varie ragioni cui di recente si sono aggiunte motivazioni familiari. Ma la motivazione più importante, quella che ha dato la spinta iniziale, è stata di certo il desiderio del cambiamento e la ricerca di nuove esperienze che nasce dalla incapacità di riconoscermi nei modi e nei ritmi di vita nei quali mi ero intrappolato.

la nostra casa a Puerto Viejo

la nostra casa a Puerto Viejo

Ho visto il tuo blog “Italiani in Costa Rica”. Come è nata questa tua voglia di creare un blog?

E’ nata perché solo qualche anno fa le informazioni su Internet riguardo la Costa Rica erano frammentarie e non sempre veritiere mentre esistevano ottimi blog in inglese realizzati ad uso e consumo delle decine di migliaia di nordamericani che visitano il paese ogni anno o che vi si sono stabiliti. Il blog Italiani in Costa Rica è nato proprio con l’intento di fornire una cornice di conoscenze il più possibile oggettive e di creare uno spazio di condivisione tra gli italiani che già vivono nel paese, più di quanto pensassi, e quelli che vorrebbero conoscerlo come viaggiatori o  per trasferirsi. Il blog oggi, a distanza di quattro anni, ha un discreto successo e continua a riservarmi non poche piacevoli sorprese.

Che ne pensi dell’ area caraibica di dove vivi adesso, secondo te è diversa dal resto della Costa Rica, credi che ci vivano molti Italiani?

Enormemente diversa. Si tratta di una enclave di cultura afro-caraibica distesa sul mare e ubicata lungo la costa sud dell’Oceano Atlantico in un contesto naturale di incomparabile bellezza. Buona parte della popolazione residente è costituita da afrodiscendenti ed europei che in anni più recenti vi si sono insediati per lavorare o semplicemente per viverne la bellezza.

Credo che almeno il 10% della popolazione tra Puerto Viejo e Cahuita siano Italiani, la maggior parte di loro hanno piccole attività a gestione familiare in ambito turistico. Non c’è una vera cultura del “gruppo di appartenenza”, molti non si conoscono nemmeno e non socializzano affatto perché non conoscono abbastanza bene lo spagnolo e sono qui solo nella ridicola idea di “fare soldi”. Altri, direi una minoranza, sono perfettamente integrati e vivono benissimo. Noi stiamo bene con questa minoranza che abbiamo accuratamente selezionato.

Anna enMiCasaCome passavi le tue giornate in Italia? Ora come sono cambiate?

In Italia, dopo essere andato in pensione, mi occupavo a tempo pieno della gestione del B&B e del blog. Avevo sempre da fare ma riuscivo talvolta a ritagliarmi un pò di spazio per me, come quando ho impiantato un bell’orto nella grande terrazza di casa. Adesso invece con Anna ci occupiamo del giardino e delle case da affittare, facciamo “vita di paese“ e frequentiamo i nostri amici, ascoltiamo musica, organizziamo cene per gli ospiti, viaggiamo, andiamo al mare ogni giorno e ci godiamo tutto, anche le lunghe giornate di pioggia. Insomma viviamo. Anche senza fare assolutamente nulla, riempiendo semplicemente le giornate di tutto quello che la vita ci regala.

Quali sono i tuoi hobby?

Non ho mai capito esattamente cosa significhi la parola hobby. Suona come una alternativa al lavoro in uno spazio della giornata dedicata a se stesso per fare cose piacevoli.  La mia vita e tutto quello che faccio sono il mio hobby e quando non mi piacciono più le cose che faccio semplicemente le cambio. E’ molto semplice.

Vivere e lavorare all’estero, tu ne sei uscito vincente?

A mio avviso nella vita vincere o perdere ha poco significato. Vivere e lavorare significa sperimentare, gettarsi anima e corpo nei propri sogni e provare a farli diventare realtà. Se l’obiettivo è vincere vuol dire che non ci sono sogni e quindi se poi si perde si soffre perché ci si sente sconfitti. Io non sono un vincente, sono uno che ha rischiato, che ha accettato l’incertezza, che ha avuto sogni, che spesso li ha realizzati ma altre volte no. Questo sogno l’ho coltivato a lungo, l’ho visualizzato in me per tanto tempo, poi ho lavorato sodo per realizzarlo, ho cambiato strada tutte le volte che mi è parso necessario, ho superato ostacoli, mi sono fermato ed ho ripreso ad agire. Ho vinto? non saprei cosa risponderti. Di certo ho vissuto, ho una vita felice e possiedo quanto mi basta per mantenermi.

Hai ancora contatti con parenti e amici rimasti in Italia?

Le vicende della mia vita mi hanno allontanato da mia moglie ma con i figli mantengo i migliori rapporti che mi è possibile data la distanza. Farò del mio meglio per trascorrere ogni anno con loro qualche settimana in Italia. Con gli amici non ci sono ovviamente problemi di sorta.

logo_JardinQuale consiglio vuoi dare a chi sta pensando di trasferirsi ai Caraibi e in Costa Rica?

Detesto dare consigli ma una vacanza in Costa Rica e qui nella zona Caraibica è una bella esperienza da fare. Viverci è ben altra cosa, capire questo posto non è semplice. Si rischia sempre di interpretare le cose con i propri limitati parametri. Le persone sono piacevoli, la natura è generosa ma … c’è sempre qualcosa che sfugge. Ciascuno deve fare esperienza diretta, dico sempre a tutti questo: cancellate ogni idea e ogni aspettativa e venite qui, provate che effetto fa. Se la mente è sgombra si lascia spazio all’intuizione e quella non sbaglia mai. Sfortunatamente è più facile dirlo che farlo. Conosco Italiani che vivono qui da molti anni e ancora si lamentano che nei negozi non trovano spesso quello che cercano, che gli operai non sono abbastanza produttivi ed il lunedì non lavorano perché la domenica si sono sbronzati, che piove troppo o c’è troppo caldo e le tante amenità del genere “lamentiamoci che qualcosa accadrà “…

Una cosa che ti manca dell’Italia?

Non ho nostalgia della città. Non saprei nemmeno di quale nostalgia occuparmi visto che ho vissuto a lungo tra Palermo, Cagliari e Firenze.

Una cosa che ti piace di più della Costa Rica?

Mi piace la natura che ha ancora il dominio su ogni cosa,  la gente che vive senza essere schiava del lavoro e affatto interessata all’apparire, il clima che da energia, le spiagge sconfinate e semi deserte..  Ma soprattutto mi piaccio io che mi muovo felice in questo contesto.

facebook11Utilizzi i vari social network?

Certo, li utilizzo molto, soprattutto Facebook per stare in contatto con le persone lontane ma anche per promuovere le nostre case in affitto ai Caraibi. Tuttavia da quando mi sono trasferito sto molto meno davanti al PC perché in Italia stava diventando una vera dipendenza. Qui c’è ben altro da fare e dunque mi ci dedico il minimo indispensabile. La TV del resto è già stata eliminata del tutto.

Torneresti mai a vivere in Italia?

Non ne vedo alcuna ragione al momento, ma come escluderlo in futuro ? Qui sto benissimo e voglio restarci. L’Italia è un luogo magnifico, bellissimo, è la mia terra. Ma è un paese che deve crescere e ci vorrà ancora moltissimo tempo prima che diventi adulto. Di certo qui in Costa Rica i miei figli, se un giorno vorranno raggiungermi, avrebbero una buona opportunità.

Uno sguardo al futuro, come ti vedi tra 20 anni?

Piuttosto anziano visto che sto per compiere 61 anni ma ancora arzillo e di spirito giovane. Nel frattempo il mondo sarà molto cambiato ma questo pezzo di terra porterà i segni delle tante scelte che io ed Anna compiamo ogni giorno. E se per caso saremo da qualche altra parte, qualunque essa sia, andrà bene lo stesso.

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10 commenti

  1. Ciao Pierluigi, comprendo cosa intendi. Non hai che da fare una visita del paese e valutare se fa per voi. Poi troverai di certo tutte le opportunità che vuoi; impara anche un po di spagnolo basico prima di partire, è certamente meglio. Se vieni a vedere anche l’area caraibica, e te lo consiglio, passa da noi. Stiamo qui http://www.casavacanzeincostarica.com
    cari saluti
    Alfredo

  2. pierluigi on

    Ciao Alfredo, ho vissuto qualche anno in Uganda e sono sposato con una africana. Ora vivo e lavoro in Italia ma quello che mi manca è il senso di libertà che provavo in Africa. Mi piace tanto il centro e sud America, anche se non ci sono mai stato. Vorrei chiederti cosa ne pensi se ci trasferissimo lì per aprire un punto di ristoro, magari alla provincia di san josè? So che posso sembrare banale, ma è ciò che io e mia moglie facevamo in Uganda, ossia gestori di un bar-pizzeria. Ci piace vivere liberi e lontani dalla vita robotica europea.
    Grazie
    Pierluigi

  3. giacomo & manola on

    Hola Alfredo! Complimenti per la bella intervista. I tuoi giudizi sono sinceri ed imparziali, dettati dalla tue esperienze personali e perciò più credibili. Sogniamo anche noi di fare appena possibile il grande passo…..

  4. ciao Marisa, è proprio così ma del resto come scriveva Manzoni “se uno il coraggio no lo ha non se lo può dare” E molti sono come Don Abbondio. Un abbraccio

  5. Shen Salerno on

    grazie Alfredo continua cosi … Pensa quanti vorrebbero cambiare vita e non hanno il coraggio di farlo . questo significa crescere….Marisa

  6. che bella intervista!! purtroppo ora devo riprendere a lavorare da questa triste scrivania in ufficio… ma almeno per 10 minuti ho viaggiato e sognato ad occhi aperti! Grazie Alfredo

  7. Bella intervista. Risposte di “cuore”. Semplicemente bravo! Matteo da Genova (ora in viaggio in Costa Rica)