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Puerto Viejo de Talamanca: impressioni di viaggio

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Ricevo da Maurizio Ribaudo e volentieri pubblico, questo appassionato articolo che racconta le sue emozioni durante un breve ma intenso viaggio a Puerto Viejo de Talamanca, vera anima e cuore del Caribe Sur. Emergono impressioni, immagini e riflessioni che riconducono tutte ad un senso di straniamento che anche noi abbiamo provato e che coinvolge spesso chi viaggia in un luogo così ricco di contrasti da apparire a volte una allucinazione

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Per motivi di lavoro ho trascorso una settimana in un luogo fatto di liquido equilibrio tra la natura e la gente; due dipoli letteralmente immersi nell’acqua dell’equatore, due attrattori strani nel senso più illetterale del termine. La natura è li perché non potrebbe essere altrove in identico modo e la gente è li per lo stesso motivo. Nativi e non.
Una insieme fatto di biodiversità estrema; anche come compagine sociale. Quarantuno nazioni presenti in pochi metri di terminatore tra la rain forest e il riff; una piccola comunità di jamaicani venuti a contatto con gli indios per costruire la ferrovia a cavallo del secolo. Scelgono di restare; meglio li che in jamaica! Ipotesi condivisa da una grande quantità di residenti stranieri rimasti lì a dispetto della frenesia consumistica della civiltà occidentale.
Oggi è un posto tranquillo, pochi riferimenti certi, pochi incroci o strade da ricordare, pochi amici, poco da fare, poco da spendere, poco da comprare, poco spazio da condividere in una dimensione prevalentemente lineare e parallela alla spiaggia.
Uno spazio quasi mono dimensionale, così compresso tra le ultime onde dei mille blu del mar dei Caraibi e le ultime foglie dei mille verdi della foresta pluviale. Una striscia di sabbia corallina, una di asfalto (l’unica) una esile superficie strappata alla foresta e molte domande sul mare, sulla foresta e su quella biodiversità vegetale, animale ed umana così esasperata. Farfalle grandi come passeri, foglie ampie come lenzuoli, colori vividi come in un quadro impressionista, occhi pieni di voglia di inseguire il resto del mondo e altri occhi pieni di voglia di fuggirlo. Policroma antinomia di mani strette come estremi uncini di plastiche figure, le une tese a trattenere le altre protese.
Soltanto le scimmie urlatrici sembrano intendere e contestare ad alta voce questa antica disputa  di intenti.
Non ho portato macchine fotografiche e ho fatto bene. Per far entrare quelle immagini in uno scatto devi almeno essere stato capace di aver trovato almeno una risposta.
Non ho portato il cellulare e ho fatto bene. Inutile tentare di comunicare ciò che non sai ancora spiegarti e comprendere con certezza.
Non ho portato il computer, google map, internet, le mail, e ho fatto bene. Ho lasciato tutto “quel me” fuori da quel posto perché non era importante che quel me fosse li, ma era importante che ci fossi IO, solo e privo di quelle sovrastrutture che ogni momento di ogni giorno ci fanno sentire sicuri, protetti, connessi.
Io nudo, con tutto quello che resta (poco) dei miei sensi tesi a cogliere. Cosa?
Cose semplici, l’aria è profumata! Le donne sono nere e grasse, magre e slanciate con colli che fanno sembrare quelle di Modigliani delle abruzzesi, sono bellissime. La vecchiaia non esiste, se esiste somiglia ai tronchi più antichi della foresta, nascosti dalla aggressiva vegetazione più giovane. Il mare e caldo, caldissimo anche quando piove. Al mercato non c’e il banco della frutta, il sole tramonta sempre alle sei, i colori lasciano il posto ai suoni, ancora più intensi, più presenti, più vividi. Il mare è grigio scuro con onde bianche e grosse, verde chiaro e bianco della sabbia del fondo che si insinua tra basse roccia piene di vita. Dipende se piove o c’e il sole. Quando piove si dice che è inverno, quando c’è il sole si dice che è estate.
Non c’è il vento, ma una eterna cantilena di brezze, quella di terra smaltisce i turisti, quella di mare ne porta di nuovi.
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2 commenti

  1. Grazie per l’ apprezzamento. Facciamo del nostro meglio per dare informazioni attendibili cercando di non farci condizionare troppo dall’amore innegabile che abbiamo per questo paese. Evitiamo anche nei limiti del possibile di dare consigli perchè ci piace l’idea che le persone

  2. Bravo, complimenti per il tuo racconto che ha reso l’idea di quel che dev’essere questo meraviglioso Paese che spero, un giorno, poter visitare…
    Fost