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Sergio ai Caraibi in Costa Rica. Ricordi ed emozioni

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Inauguriamo con questo articolo una serie di testimonianze scritte direttamente dai nostri ospiti al Jardin de Playa Negra che, ritornati a casa, vogliono condividere la propria esperienza e le emozioni vissute ai Caraibi della Costa Rica. Spero che nel tempo si aggiungano altri articoli come questo scritto da Sergio di Giacomo che è stato con noi nei giorni a cavallo di capodanno. 

Qualcuno di voi che è stato nostro ospite vuole farsi avanti ?

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Un europeo che affronta un viaggio a queste latitudini subisce un bombardamento dei sensi. Una sovraesposizione di colori, suoni e odori che nessuna ripresa fotografica o schermo HD sarà mai in grado di restituire.
Per i melomani potrei suggerire il seguente paragone: pensate all’effetto di vedere “Turandot” in Tv e poi assistere ad una rappresentazione della stessa dal vivo in teatro.

Qui la natura esuberante convive con l’uomo e lo impegna in continue e costanti opere di manutenzione e contenimento della sua forza dirompente e che, convinta interprete di quell’ “Horror Vacui”,  irrompe nelle case ed assale le spiagge e neppure la presenza massiccia dello iodio e del cloruro di sodio del mare riesce ad arrestarla.
La quantità e la varietà della flora e della fauna metterebbe in crisi qualunque naturalista e quindi rinuncio ad affrontare l’argomento tanto più che non mi occupo di questo campo.

Playa Negra_19Posso pero testimoniare l’eccitazione e la sorpresa come quella di un bambino scoprendo che durante il viaggio da San José a Puerto Viejo, attraversando il parco Braulio Carrillo, vedendo volare i pipistrelli in pieno giorno scopro che si tratta di farfalle (Morphos) grandi quanto una mano (Tuanis!)

Temo che un’intera vita non basterebbe ad assuefarsi ad incontrare sempre nuove specie, come i personaggi di una Mega-Disneyland, e conoscendo l’uomo non faccio che raccomandarmi ai Ticos: “Viven en un pais maravilloso: teneis que cuidarlo!”
Playa NegraA Puerto Viejo e lungo il tratto della costa che va da Cahuita a Manzanillo predomina l’afro-caraibico di importazione giamaicana e fino al 1989, anno di costruzione dalla statale 32, la zona era praticamente isolata e “presidiata” dalle comunità indigene dei Bribris.
Il patois (una variante locale dell’inglese) sostituisce lo spagnolo, il calypso il tambito, e il “rice and beens” il “gallo pinto”.
L’attuale popolazione rappresenta un modello di integrazione formato da una cinquantina di nazionalità ma  che non ha perso il suo carattere originale.
Il contatto con i locali è semplice e spontaneo, il saluto immancabile e cordiale.
Possibilità di instaurare una conversazione (anche con scarsa conoscenza della lingua) 99%. Disponibilità ad offrire assistenza: totale.
Risalta un’endemica indolenza certamente dovuta anche al clima. L’alternanza giorno/notte è quasi equinoziale. Circa alle  5,30 l’ alba e alle 17,30 il tramonto con temperature si attestano intorno ai 24°-30°. Di giorno e notte ovviamente.
Fa effetto vedere di notte la luna a forma di U invece della classica falce e la stella polare che giace sull’orizzonte. Per gli amanti del cielo risultano visibili le costellazioni dell’emisfero australe.

Casa AmarillaIn questa terra l’uomo non riesce ad essere protagonista, prepotentemente surclassato dalla natura che lo coccola con la sua frutta saporita ma gli ricorda che le strade sono ferite nella sua carne e scatena la pioggia con tale intensità e durata da divellere il manto stradale e paralizzando le vie di comunicazione. Il trasporto su gomma è eccessivo rispetto al quasi inesistente trasporto ferroviario e questo comporta una congestione del traffico sulla fragile rete stradale oltre ad una maggiore contaminazione ambientale. Spero che la politica costaricense inverta al più presto questa tendenza.

Tra le stranezze di questo paese (al limite della bizzarria) il fatto che nessuno è assegnatario di un indirizzo o recapito postale. Gli urbanisti delle maggiori città, carenti di fantasia, hanno tracciato con riga e squadra un reticolato di Calles e Avenidas ed il recapito viene calcolato in metri, “mas o meno” a partire da un punto dato (chiesa, monumento etc.). Ma nelle zone rurali consegnare una lettera diventa una vera e propria caccia al tesoro e l’indirizzo può assumere la seguente forma:

Famiglia Ramirez: Da Guapiles prendere la sterrata per Santa Marta, dopo il cimitero, 75 metri a nord, passato il ponte prendere a destra della casa bianca, 100 metri dopo la grande buganville, il portone marrone. Mi dicono che la posta arrivi regolarmente. Ci credo.

Avrei ancora da raccontare delle piantagioni di caffè nel distretto di Alajuela, della coltura delle fragole, della cucina caribeña, del meraviglioso clima di Santa Ana, del vulcano Poás e dello straordinario vivaio naturale che veste i suoi pendii.
Dieci giorni qui sono stati un concentrato di emozioni e questa terra si è rivelata un’ amante appassionata. Seduce e ti lascia addosso il suo odore intenso.
Vivi assaporando il momento di un nuovo incontro e sai che non sarai mai appagato. Pura vida appunto!

Sergio di Giacomo

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