Un fine settimana a San Josè.

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San Jose, capitale della Costa Rica, due milioni e mezzo di abitanti, rumorosa, caotica e bruttina viene sistematicamente esclusa dalle vacanze ed è considerata spesso semplicemente una tappa obbligata all’arrivo e alla partenza. Chepe, come la chiamano affettuosamente i costarricensi (diminutivo di Josè, come dire Beppe al posto di Giuseppe) riserva invece angoli deliziosi e molte inaspettate sorprese ad un visitatore accorto.

centro san Josè

Una delle affollate vie pedonali del centro

L’ideale è trascorrere nella capitale un fine settimana, ad esempio, arrivare il giovedì e ripartire la domenica, quando la capitale sonnecchia tranquilla e le strade di tutto il paese sono sgombre dal traffico pesante e facilmente percorribili. Nonostante la prima impressione sia inevitabilmente negativa, soprattutto nelle ore di punta dove il caos e l’impazienza degli automobilisti aumentano considerevolmente, San Josè possiede un fascino particolare ed alcuni imprescindibili luoghi di grande interesse e bellezza: il Teatro Nazionale, il Museo dell’oro precolombiano il museo della Giada, il Mercato Centrale, il Museo Nazionale, alcuni edifici storici, come il Palazzo delle Poste e molte piazze e parchi grandi e piccoli che costellano la città.

poste san Josè

Il palazzo delle poste

Noi che viviamo a Puerto Viejo di Talamanca, come dire, ai confini dell’impero, lontani dal cosiddetto mondo civile e cittadino, ci ritagliamo ogni circa due mesi un fine settimana nella capitale, per prendere una boccata di aria fresca, passare una serata al cinema o a teatro, gironzolare per librerie o visitare una nuova esposizione al Museo Nazionale.

Questa settimana abbiamo due esposizioni temporanee di grande fascino: una dedicata a Limon e alla storia della costruzione della ferrovia dell’Atlantico e l’altra costituita da una splendida collezione di gessi appena restaurati, acquistati in Francia a fine ottocento dall’Istituto di Belle Arti di San Jose.

mercado san Josè

Ottima frutta e verdura nel centro città

Una passeggiata nel Boulevard, la strada centrale pedonale che si snoda dalla Piazza della Cultura per alcuni chilometri e brulica di vita, gente camminando, artisti di strada, musicisti e venditori di ogni genere di cianfrusaglia, dalle bolle di sapone ai calzini, dai cd rigorosamente pirata alle stringhe per scarpe, è divertente e in qualche modo istruttiva: se volete capire lo spirito di questa città, sedetevi su una panchina ad osservare i passanti, c’é chi si ferma ad ascoltare chi suona, chi improvvisa un ballo in strada, chi corre veloce verso qualche appuntamento.

Entrate nel Gran Hotel Costa Rica, non fosse altro per fare una foto al sofà su cui sedette Kennedy o per immaginare la sontuosità della capitale agli inizi del Novecento. Di fronte, visita obbligata al Teatro Nacional, dove, se non riuscite ad assistere ad uno spettacolo, potrete almeno effettuare una visita guidata all’interno e assaporare un buon caffè nella storica è bellissima caffetteria che hanno accuratamente conservato. Il Teatro fu costruito alla fine dell’Ottocento, in seguito al rifiuto della prima donna dell’Opera spagnola Adelina Patti a cantare in Costa Rica per mancanza di una sede adeguata. I magnati del caffè, allora attivita primaria del paese, toccati nel vivo, decisero di finanziare la costruzione di un grandioso teatro dove nessuna prima donna avrebbe rifiutato di esibirsi. È così fu: il Teatro Nacional venne realizzato senza badare a spese, con i migliori materiali e le migliori maestranze europee.

museo nacional San josè

Il Museo Nacional

Il pranzo va fatto al Mercado Central, una vera e propria istituzione: decine di piccoli ristoranti servono ottimi ed economici piatti tipici, in mezzo alle bancarelle di fitta e verdura, carne e pesce, souvenir, animali e ogni genere di erba aromatica e prodotto medicinale naturale. Alfredo, ormai quasi vegetariano, difficilmente resiste alla olla de carne, una zuppa di verdure con riso e bollito di carne.

Il quartiere storico meglio conservato della città è il Barrio Amon, fondato dal francese Amon Fasileau Duplantier negli anni novanta dell’Ottocento. Le case residenziali più interessanti si trovano in Avenida 9 (le strade sono organizzate secondo un reticolo di Avenidas e Calles perpendicolari e numerate pari o dispari rispetto a quella centrale). Interessante ad esempio l’edificio dell’attuale Hotel San Carlos, antica residenza del presidente della repubblica Tomas Guadia, realizzato in una curiosa mistura di art decò e neoclassico.

teatro san Josè

Il Teatro Nacional

Con una visita al Museo dell’oro precolombiano, proprio in piazza della Cultura, dietro al Teatro Nacional, potrete farvi un’idea delle meraviglie artistiche di cui erano capaci le popolazioni autoctone, maestri orafi di grandi capacità, che fondevano oggetti decorativi con la tecnica della cera a perdere (realizzavano il modello dell’oggetto in cera e lo ricoprivano di argilla, lo cuocevano in forno per ottenere uno stampo cavo in cui successivamente colavano l’oro).

Insomma, qualche giorno nella capitale, curiosando tra parchi e musei, mercati e vita locale, vi aiuteranno a capire anche la faccia cittadina di questo piccolo paese votato all’ecoturismo ma non privo di storia, spazi e monumenti di grande interesse.

Sul blog trovate anche altri articoli su San Josè ed in ogni caso consigliamo la lettura delle sempre ottima guida di Lonely Planet.

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